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UN INTERA ISOLA IN MARCIA CONTRO L’ISOLAMENTO
By Pino Guida | 11 Gennaio, 2009
…dall’ufficio stampa Comune di Pantelleria
“Ha riscosso grande successo ieri sera, Sabato 10 Gennaio, la fiaccolata organizzata dall’Amministrazione Comunale di Pantelleria con l’intera comunita isolana per protestare contro la situazione dei collegamenti marittimi e aerei che interessano l’isola.
Alla fiaccolata hanno partecipato i Sindaci delle altre isole minori della Sicilia, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, gli storici circoli dell’isola, consiglieri comunali, tantissimi giovani. E’ un segnale importante commenta il Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele perch dimostra che non abbiamo intenzione di abbassare la guardia. Abbiamo ottenuto un primo successo, garantendo la continuit dei collegamenti marittimi anche dopo il 14 Gennaio, ma non abbiamo intenzione di mollare, perch vogliamo che il problema dei collegamenti venga risolto una volta per tutti, con la piena attuazione del principio di continuita territoriale: una questione di dignit e di civilt. E’ con questa fermezza che l’Amministrazione Comunale si prepara a partecipare al tavolo tecnico sui trasporti nelle isole minori convocato dal Ministro Matteoli dopo l’eclatante protesta di giovedi scorso, quando i Sindaci delle isole siciliane si erano incatenati proprio sotto il Ministero delle Infrastrutture per sensibilizzare il Governo su un tema che era rimasto per troppo tempo sul tavolo. L’appuntamento per il 20 Gennaio. Matteoli ha anche assicurato che saranno reperiti i 46 milioni per far fronte alle esigenze dei collegamenti marittimi della Siremar (gruppo Tirrenia) da e per le isole minori siciliane. Ma i panteschi lo hanno dimostrato ieri sera non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia su un tema centrale per la vita dell’isola”.
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12, Gennaio, 2009 alle 04:41
Fiaccolata
C’ero anch’io con voi alla fiaccolata, in spirito, perché fisicamente ero a Latisana al nostro Centro Studi dell’auto elettrica, per lavoro.
Ero perfettamente d’accordo con voi di non mollare, ero indignato quanto voi per l’essere stata strumentalizzata l’intera popolazione di Pantelleria e di tutte le isole minori allo scopo di USARE la protesta per far avere 46 milioni alla scassata SIREMAR. Ci si compera una flotta di 20 navi traghetto con questa cifra, che invece servirà a prolungare lo scandalo della nave carretta usata per il popolo SOTTOSVILUPPATO di Pantelleria e delle isole minori, i cittadini di 2^ classe, i pazienti, i troppo tolleranti, i mansueti cittadini che pagano le tasse, votano per chi li deruba anche dei basilari principi di continuità territoriale.
Far venire sulle isole insegnanti, medici, infermieri, giornali, derrate alimentari, gas liquido e tutto il resto è un’operazione marginale, accessoria, quasi inutile secondo loro, secondo il Ministro arrogante abbonato al TG1.
Quando i Sindaci e il Presidente del Consiglio COMUNALE avvocato Leonardo Giglio si sono dovuti INCATENARE sotto la pioggia battente a Roma al freddo polare per essere ricevuti dal Ministro Matteoli, per ottenere da lui il rispetto del vivere civile che viene negato ai panteschi e a tutti gli isolani senza che debbano ricorrere a clamorose e ricorrenti proteste, lui, il MINISTRO, cosa fa?
Chiama il TG1 e in venti secondi di intervista arrogante annuncia di essere lui l’autore della soluzione del problema delle isole minori senza neppure citare il disagio dei cittadini, le loro angosce, le notti insonni, il gradito regalo di NATALE del Governo, la lotta dei Sindaci, l’essere questi bravi sostenitori del popolo distolti da ben altri loro compiti istituzionali, costretti a sovvertire l’ordine e le priorità del loro lavoro, per correre dietro ai buchi neri del Governo Regionale e Nazionale, per procurare milioni alla SIREMAR in agonia, per regalare l’Alitalia alla ‘cordata’ degli amici del Capo del Governo e ai francesi della AIR FRANCE, ripulita dai debiti mesi in conto ai cittadini dopo aver sbandierato che la fallimentare Alitalia munta per decenni come una vacca sarebbe rimasta italiana. Balle!
Non ha detto il Ministro che TUTTO il personale dell’Alitalia da 50 anni viene accompagnato a casa in macchina a spese della Compagnia in TUTTE le città di residenza, non ha detto il Ministro di AN che il personale che lavora a Milano viene reclutato a Roma così da far risultare fuori sede TUTTI i lavoratori, non ha detto dei conti spaventosi degli alberghi che costano più degli stipendi ai dipendenti. Non ha detto degli intrecci affaristici che ci sono sotto. Mentre i PENSIONATI vivono con 400€ al mese dopo una vita passata a lavorare.
Poi hanno bisogno di tagliare i voli per le ISOLE per ridurre le spese, povero Ministro e povero Governo, povero Presidente della Regione Siciliana con l’aria del pesce fritto, tutti tesi al mantenimento di quel 72% dei voti che permette loro di spadroneggiare sullo scenario politico, di eleggere a deputato del PDL quel Generale della Finanza che usò aerei ed elicotteri per fare arrivare pesce fresco ai suoi invitati sulle Dolomiti per una cenetta tra amici.
Votate ancora per loro in futuro, panteschi e isolani, vi faranno piangere lacrime di sangue e poi faranno comunicati stampa televisivi autoelogiativi!
Reagire e lottare è prioritario e indispensabile, ragazzi. Trovare nuove forme di lotta, staccare le targhe di Umberto I, il Re BUONO che ordinò nel 1898 di sparare al Generale Bava Beccaris sulla folla di donne e bambini in sciopero per il pane e il sale raddoppiati in un giorno uccidendone 80 e mandando i padri distrutti e disperati a Pantelleria al carcere a vita. Sostituiamo queste targhe con quelle del nome del coraggioso sparatore Gaetano Bresci che sapeva di firmare con il gesto che vendicava il popolo la sua stessa condanna a morte.
Centodieci anni fa, direte voi? Si, perchè la storia si ripete ancora più grave: la beffa ai Panteschi del Ministro Matteoli (AN) lo dimostra.
Andiamo avanti: togliamo le insegne religiose dai locali pubblici, siamo una repubblica LAICA in una Europa LAICA. Qui ci vogliono pugni nello stomaco.
Pantelleria ha 18 chiese e un prete. 17 sono sempre chiuse. Destiniamole a scopi sociali, facciamone palestre di pallacanestro per giovani, facciamone luoghi di culto per altre religioni. Il Cardinale Tettamanzi a Milano ha ospitato migliaia di fedeli musulmani sul Sagrato del Duomo perché pregassero al freddo e per terra, ma in pace e vòlti verso la Mecca mentre le Chiese Cattoliche sono vuote e c’è la FINE DELLE VOCAZIONI. Un gesto significativo e propedeutico. I Cardinali Milanesi sono un chilometro più avanti degli edematosi Ministri di AN e degli scalmanati Ministri dello stesso Governo che si puliscono il sedere con la bandiera italiana.
A Pantelleria con 17 chiese vuote e inutilizzate i fedeli del culto evangelista (se non erro) si sono dovuti affittare una casa di civile abitazione per adattarla a luogo di culto! I musulmani non hanno un luogo di culto dove pregare. I cristiani copti neppure, gli ortodossi, niet. Era questo l’insegnamento di Gesù? Per questo, come dicono loro, morì sulla croce? Predicare bene e razzolare male: questo è il vero messaggio di Ministri Berlusconici e Capi della Chiesa arraffatutto, pronti a bollare con l’epiteto di POPOLO DEICIDA milioni di persone che sarebbero state massacrate dai nazisti! Durante l’operazione non hanno alzato un dito, non hanno detto una parola. Hanno solo creato l’IOR, Istituto Opere di Religione per il quale sono state fatte passare le vittime facoltose dell’Olocausto perché depositassero sui conti correnti della Banca del Vaticano i loro beni, convinti che questo fosse un salvacondotto per il ritorno in vita e invece furono ospitati in carri bestiame disposti per loro a Roma Termini con destinazione Mauthausen, Treblinka, Dachau. Era questo l’insegnamento di Gesù?
Basta con il voto al burattinaio, facciamoglielo capire che non si scherza con il popolo e con i suoi migliori Rappresentanti, mentre i peggiori sono incensati e premiati con denaro e mirra, quella dei Re Magi.
Guido F. Vicario
14, Gennaio, 2009 alle 00:47
Chiesette e topi
Divertente il gioco di parole del Monsignor Domenico Mogavero: “Isolani si, isolati è ingiusto”. Una specie di scherzo da prete.
A nessuno sarebbe mai passato per la testa la categoria giusto, ingiusto per la violazione del diritto di continuità territoriale ai danni dei Panteschi, al Monsignore è passato. Strano.
Così al Monsignore è sfuggito il dettaglio che lo scontro sulla mobilità aeronavale non è stato, come lui scrive, momento di confronto con le forze economiche (le industrie e le imprese) e sociali (i sindacati, i lavoratori, gli imprenditori) del paese CON le istituzioni politiche, ma CONTRO le FAZIONI POLITICHE che si sono rese responsabili della violazione dei diritti dei cittadini.
Il Monsignore sa certamente che le Istituzioni sono un insieme di regole di comportamento che si traducono in norme sociali.
Creando confusione tra le istituzioni e la politica, il Monsignore diluisce la portata della protesta pantesca.
Chi scrive poi viene dalla Lombardia, dove il Cardinale Dionigi Tettamanzi si guarda bene dal farsi chiamare ‘Monsignore’ Ossia Mio SIGNORE. Ma quale SIGNORE?
Noi non abbiamo SIGNORI, nel senso di PADRONI.
Così, parimenti, il Cardinale Dionigi Tettamanzi si guarderebbe bene dal tenere 18 chiese sull’isola vuote ed inoperose, dominio incontrastato di topi e scarafaggi mentre i bimbi Panteschi e le lro famiglie non hanno un asilo nido pubblico dove andare e i giovani una palestra di pallacanestro ed una di volley, i fedeli maomettani un luogo di preghiera, i cristiani copti neppure, quelli protestanti idem, quelli ortodossi e quelli anglicani neppure, e via elencando.
Monsignor Domenico Mogavero faccia il bel gesto di restituire alla cittadinanza quello che E’ della cittadinanza. La 18 chiesette sono state costruite con il sacrificio e il contributo dei cittadini panteschi. Oggi sono edifici pubblici di loro proprietà che oltretutto vengono tenuti nella incuria e nel disordine mentre sono utili per togliere i giovani dalla strada, da cattive compagnie, dal bere e dalla droga. Monsignore, ma gliele devo dire io queste cose?
E’ questo che Gesù ha predicato? E’ questo che i suoi presunti sacerdoti sanno fare? Ovvio che poi si assista al crollo delle vocazioni, allo spopolamento delle Chiese Cattoliche. Faccia il confronto con i fedeli di Maometto.
I Rappresentanti nominati con libere elezioni dai loro cittadini sapranno dare giuste ed utili destinazioni alle 18 chiesette vuote.
Monsignor Domenico Mogavero, si ispiri all’insegnamento del Cardinale Dionigi Tettamanzi, alla sua tolleranza intereligiosa con il magnifico episodio della preghiera sul Sagrato del Duomo di Milano di migliaia di maomettani in silenzio e in raccoglimento lontani da casa loro, con i parenti oggetto di bersaglio militare.
La Pace sia con Lei.
Guido F. Vicario
14, Gennaio, 2009 alle 08:39
Un Governo ROVINOSO
A Pantelleria sorgono 18 chiese inutilizzate e pontifica un solo sacerdote cattolico. Poi esiste una chiesa evangelica i cui fedeli, attivissimi, hanno affittato un edificio civile adattandolo ad edificio di culto, il loro.
Sempre a Pantelleria i plenipotenziari della Diocesi di Marsala 6 anni fa hanno deciso ed attuato la distruzione del locale Duomo Cattolico che sorgeva di fronte al Palazzo Comunale. Motivo dell’abbattimento. Speculazione edilizia onde sfruttare il rimborso di Stato di 50 milioni di euro ove l’edificio fosse abbattuto prima del compimento dei 50 anni dalla costruzione.
La ricostruzione è andata per le lunghe – 6 anni e più – perché la direzione Marketing e Finanza della Diocesi volle sfruttare la rendita finanziaria della somma accantonata in banca secondo i dettami di Gesù di nuova interpretazione: lucrate, accumulate quattrini e beni di ogni genere e moltiplicateli.
La nuova costruzione è più un albergo che una chiesa. Un nuovo corpo destinato alla attività alberghiera targata sacerdoti è sorto proiettato verso il mare, una importante strada è stata deviata ad usum delphini, una vicechiesa in Pallone di Gomma è stata donata dalla pronuba Provincia di Trapani non si sa con quale fondamento giuridico e giustificazione amministrativa. I fedeli cattolici si contano sulla punta delle dita. Il costo di una Chiesa-Pallone è stata pari all’incirca a quella di una nave passeggeri per 200 persone e 20 cabine.
I cittadini di Pantelleria hanno assistito allibiti alla demolizione della loro Chiesa in cui per 50 anni si sono tenuti funerali, matrimoni, divorzi e nascite: parteggiavano per la chiesa che ha resistito a lungo ai colpi di maglio.
Recentemente gli stessi cittadini hanno assistito alle dichiarazioni della Società SIREMAR che ha deciso di sospendere sine die il servizio di collegamenti navali tra la Sicilia e l’Isola, mettendo a grave rischio tutti i rifornimenti indispensabili alla vita della popolazione, dai viveri alle bevande, dal gas liquido ai farmaci. Ai cittadini non resta che abbandonare le loro case e trasferirsi o in Africa o a Belluno. Il Sindaco Salvatore Gino Gabriele che ha già fatto moltissime cose per l’isola si è prodigato in proteste e si è battuto con i colleghi delle isole minori colpite anch’esse dagli stessi tagli di “continuità territoriale” che sta alla base della convivenza civile, ma finora non c’è stato altro provvedimento che il pagamento di circa 200 milioni di euro agli audaci progettisti del Ponte sullo Stretto di Messina su terreni a forte rischio sismico. Se franerà in mare con automobili e treni che volano in acqua chiameremo Bertolaso della Protezione Civile che farà un bel filmato molto realistico. Con quella cifra si sarebbero potute acquistare oltre 50 tra Traghetti Passeggeri e navi RO-RO per una trentina di TIR ciascuno.
Questo governo di Destra non solo non sa fare le scelte prioritarie che servono all’Italia, ma predilige le scelte sbagliate, contraddittorie, rovinose, disastrosamente imposte sulla testa del popolo (che ora non sa come liberarsi) come già fecero Benito Mussolini (fascista vero) e Bettino Craxi (socialista falso).
Ne nasce un casino incredibile che si incasella nel quadro di una crisi finanziaria e sociale di dimensioni paurose, che lo stesso saltimbanco cantastorie si diletta di esorcizzare negandone gli effetti e suggerendo di ignorarla solo perché ha iniettato nelle banche, non si sa a che titolo, somme di denaro mai viste prima mentre ha lasciato piccole e medie aziende alle prese con le stesse banche che chiedono rientri tute le mattine, e cioè nel GUANO.
Questo governo DEVE andarsene: è andato al potere con trucchi televisivi e con solenni promesse di cartapesta. Ora che siamo allo sfascio, deve andarsene.
Guido F. Vicario
14, Gennaio, 2009 alle 13:17
Pezzo proveniente da Repubblica it. che ringraziamo
ECONOMIA
Crollo della vendita auto - 46,4 %
L’Istat rende noti i dati di novembre: -12,3% rispetto allo stesso mese 2007
Su base mensile, rispetto a ottobre 2008, il calo è stato del 2,3%
Industria, produzione in picchiata
nel settore auto crollo del 46,4%
L’Ocse: “Nel periodo 2003-2007 crescita italiana tra le peggiori dell’Eurozona”
ROMA - Crolla la produzione industriale. A novembre 2008, in base ai dati resi noti dall’Istat, l’indice ha registrato una contrazione del 12,3% rispetto a novembre 2007. Anche al netto degli effetti di calendario (novembre scorso ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese dell’anno prima) si registra una diminuzione su base annua del 9,7%: si tratta della diminuzione più ampia dal gennaio 1991. Su base mensile, rispetto a ottobre 2008, il calo è stato del 2,3%.
Ancora più drammatica la caduta nel settore automobilistico. La produzione di autoveicoli in Italia, sempre in base ai dati comunicati dall’Istat, a novembre è precipitata del 46,4% su base annua (dato grezzo) e del 42,8% considerando gli effetti di calendario. Nei primi 11 mesi la diminuzione è stata del 16,8% in termini grezzi e del 16,3% considerando la correzione per giorni lavorativi.
Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione nulla rispetto a ottobre 2008 per i beni di consumo ( 0,8% i beni non durevoli, -3,9% i beni durevoli), mentre si sono verificate diminuzioni del 4,5% per i beni strumentali, del 3,9% per l’energia e del 2,8% per i beni intermedi.
Nel mese di novembre l’indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un’unica variazione positiva per il settore delle industrie tessili e abbigliamento ( 0,5%). Le diminuzioni tendenziali più marcate hanno riguardato i settori dei mezzi di trasporto (-22,3%), della lavorazione di minerali non metalliferi (-13,9%), della gomma e materie plastiche (-13,8%) e dell’estrazione di minerali (-13,4%).
Nel confronto tra i primi undici mesi del 2008 e il corrispondente periodo del 2007, si è registrato un aumento nel settore dell’energia elettrica, gas e acqua ( 1,5%). Le diminuzioni più ampie hanno interessato i comparti delle pelli e calzature (-9,8%), del legno e prodotti in legno (-9,4%), dell’estrazione di minerali (-8,9%) e della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,9%).
Segnali di una crisi crescente che riguarda tutta la zona euro, come pronosticato oggi dall’Economic Survey per l’Area dell’Euro, presentato oggi dall’Ocse. La crescita, sottolinea l’organizzazione, rimarrà sotto il potenziale fino alla metà del 2010. Nel rapporto si parla in particolare di una “contrazione della produzione nella seconda parte del 2008 e nella prima del 2009, con una crescita che rimane sotto il potenziale fino a metà del 2010″.
La situazione italiana è però più grave di quella delle altre economie europee in quanto ha arrancato anche nella fase espansiva. L’Ocse segnala infatti che in Italia negli anni dal 2003 al 2007 la crescita media è stata solo dell’1,1%, a fronte di un Pil dell’Eurozona aumentato del 2%. Peggio di noi ha fatto solo il Portogallo con un 1%, mentre l’Irlanda è il paese meglio piazzato, con un +5,5%, seguito dal Lussemburgo (+4,6%) e dalla Grecia (+4,3%).
L’andamento negativo secondo l’Ocse si ripercuterà fortemente anche sui bilanci statali. “Alcuni governi - ricorda lo studio - hanno fatto ricorso alla politica di bilancio per attenuare la frenata dell’economia” e “hanno messo a disposizione sostanziosi fondi pubblici per supportare la stabilità del sistema finanziario”. L’organizzazione prevede quindi che nell’eurozona il deficit di bilancio aumenterà dello 0,8% del Pil sia nel 2008 che nel 2009, azzerando buona parte del calo registrato nel 2006-2007.
(14 gennaio 2009)