La Sezione
BIOGRAFIA:
Nato a Pantelleria il 2 Ottobre 1959
Diploma Magistrale
Coniugato con un figlio
Il suo impegno politico inizia durante i primi anni della scuola superiore, una scelta maturata nell’ambito familiare che lo accompagnerà per tutta la vita.
Il papà è uno dei fondatori del vecchio P.C.I. poi P.D.S. ed infine D.S.
ATTUALI INCARICHI:
- Segretario della Sezione di Pantelleriua “Giorgio Labò”
- Assessore al Turismo,Sport,Spettacolo e Annona del Comune di Pantelleria
INCARICHI PRECEDENTI:
- Consigliere Comunale di maggioranza per due legislature
- direttore CARITAS cittadina
- Presidente A.S.Pantera
- Presidente Comitato Zonale U.I.S.P. di Pantelleria
Presidente: Guida Giuseppe
Cassiere: Garsia Benedetto
La sezione di Pantelleria Giorgio Labò attiva dal 1945
Studente di architettura, di 28 anni. Nato a Modena il 29 maggio 1919 da Mario e da Enrica Morpurgo. Durante la guerra era sergente del genio minatori. Dopo l’8 settembre del ‘43, combatté con i partigiani nella zona di Poggio Mirteto, con il nome di battaglia di “Lamberto”, iniziando a mettere a frutto la conoscenza degli esplosivi maturata durante la militanza fra i minatori: fu opera sua l’ordigno esplosivo che il 19 settembre fece saltare in aria un treno carico di munizioni. A Roma, organizzò insieme a Gianfranco Mattei la “santabarbara” dei Gap comunisti, in via Giulia 25bis, in casa di Gino Mangiavacchi. Per quattro mesi confezionò esplosivi ed apparecchiature elettriche studiate di volta in volta in vista delle azioni di guerriglia, spesso partecipando di persona agli attentati. Per la fabbricazione degli ordigni andava alla ricerca dei materiali più strani; una volta attraversò a piedi l’intera città portando sei spezzoni d’aeroplano in una borsa della spesa. Il primo febbraio del ‘44 fu sorpreso dalle SS nel laboratorio di esplosivi insieme a Mattei, su delazione della spia Giovani Amidei, e rinchiuso nel carcere di via Tasso, nella cella n. 31. Fu tenuto legato mani e piedi per diciotto giorni. Nonostante le torture, negò ogni responsabilità. Condannato senza processo alla pena capitale, fu fucilato il 7 marzo sugli spalti di Forte Bravetta. Medaglia d’oro al valor militare.




